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Road to 100k (maybe) - Il Passatore, il titolo che sfuma e un “definitely”!
Da Firenze a Faenza. Non avevo scelto il Passatore per dimostrare qualcosa — i risultati erano già arrivati in questa stagione. Era un premio che mi concedevo: la storia di un'ultramaratona di cui avevo sentito parlare per anni, e a cui finalmente volevo appartenere.
Partenza, caldo, un dolore al fianco che passa, sorpassi e rispetto reciproco tra avversarie, un polpaccio che si indurisce, il buio che scende sugli ultimi chilometri. E poi Faenza: 8h02'21", terza assoluta, vicecampionessa italiana di 100 km 2026.
La convocazione ai Mondiali è arrivata dopo, con la Pistoia-Abetone. Leggerla nero su bianco è stato commovente — un anno intero di ripresa, dal dolore al tendine fino a ritrovare fiducia in me stessa come atleta e come persona.
Road to 100k (maybe)- La luce entra dalle crepe, è lì che nascono i sogni quelli veri.
I sogni non arrivano quasi mai quando sei forte, centrata e in pieno controllo, ma quando ti senti a pezzi, quando sei a terra e pensi di non avere più nulla da perdere.
È lì, nel silenzio di una facciata che crolla, che qualcosa di nuovo inizia a sussurrare.
In quella crepa, qualcosa di più autentico prova a farsi spazio. Lascialo entrare!